Neuroscienze

Perchè le Soft Skills danno una spinta al tuo CV?

Nessuno di noi è un’isola. Ti sembra un’affermazione troppo poetica? In realtà, però, non è così sbagliata come potrebbe sembrare. Infatti, è proprio della natura umana essere sociali. Ci impegniamo per far parte di una comunità e anche quelli che credono di non farlo sono legati a qualche tipo di gruppo. La cerchia più ristretta di ognuno di noi, rappresentata da amici e parenti, è un argomento a sé stante e specifico, che lasciamo ai professionisti del campo. Noi, invece, vogliamo parlare del vivere insieme in un ambiente con cui la maggior parte di noi deve relazionarsi!

Ci riferiamo all’ambiente lavorativo! Soprattutto in questo periodo, durante il quale la nostra empatia e la nostra cortesia sono state messe a dura prova, la comunicazione e la collaborazione sono diventate un importante argomento da affrontare. Ormai, non si può semplicemente essere un buon venditore, avvocato, project manager, tecnico o sviluppatore, serve qualcosa di più. I datori di lavoro e i selezionatori delle risorse umane cercano di capire che tipo di persona si trovano davanti e come funziona il suo cervello. Se prima era sufficiente svolgere bene il proprio lavoro rispettando le scadenze, nel 2020 sono diventati importanti anche il come si svolge un compito e in che modo si è arrivati al risultato. Ora, infatti, i selezionatori tendono ad analizzare e testare alcune competenze che il CV dovrebbe presentare: parliamo delle Soft Skills. 

Stiamo assistendo a un grande cambiamento del mercato del lavoro e non si può discutere con i dati che ci si presentano. 

Non devi per forza affidarti solo alle nostre parole – ti invitiamo a fare ricerca e a scoprire quanto sia vero ciò di cui stiamo parlando. Nel frattempo noi possiamo presentarti qualche dato. Il World Economic Forum ha stimato che entro il 2022 il 42% delle competenze richieste sarebbe cambiato e che, quindi, oltre alle competenze tecniche (chiaramente ancora molto richieste), l’attenzione, e la conseguente ricerca di queste, si sarebbe focalizzata sulle competenze interpersonali. Riportiamo qui sotto i dati che confrontano le tipologie di soft skills richieste nel 2015 e nel 2020:

20152020
Risoluzione di problemi complessiRisoluzione di problemi complessi
Coordinarsi con altriPensiero critico
Gestione del personaleCreatività
Pensiero criticoGestione del personale
NegoziazioneCoordinarsi con altri
Controllo della qualitàIntelligenza emotiva
Orientamento al servizioGiudizio e processo decisionale
Giudizio e processo decisionaleOrientamento al servizio
Ascolto attivoNegoziazione
CreativitàFlessibilità cognitiva

Come puoi vedere, la creatività è salita di parecchie posizioni, così come il pensiero critico. I futuri lavoratori devono dimostrare di essere agili, come funamboli, capaci di stare in equilibrio su una corda. 

Ma cosa sono esattamente queste soft skills? Per dare una risposta semplice dobbiamo tornare indietro di vent’anni ed ascoltare le parole del vincitore del Premio Nobel per l’economia del 2000, James Heckman.

Le soft skills predicono il successo nella vita.

Heckman ha individuato una relazione di causa-effetto diretta tra il successo in ambito lavorativo e queste “nuove” competenze personali, che non sono collegate a nessuna area specifica. Rappresentano, infatti, delle caratteristiche interpersonali ed individuali, come forze e debolezze proprie di ognuno di noi. Le soft skills sono più legate al nostro comportamento che alle nostre capacità tecniche e sono applicabili alla vita di tutti i giorni, senza essere legate esclusivamente al proprio lavoro.

In ogni caso, sebbene le soft skills siano importanti per il successo della propria carriera lavorativa, non devono essere viste come la cura ad ogni problema. Sono certamente essenziali per essere un buon lavoratore ma, in ogni caso, è fondamentale, prima di tutto, essere capaci e competenti nel proprio settore. In pratica, quindi, hai bisogno delle tue hard skills (le tue competenze tecniche) per essere assunto e delle tue soft skills (capacità interpersonali) per mantenere il tuo posto di lavoro. Una ricerca del 2015, condotta dal professor Sydney Engelberg, ha dimostrato che solo l’11% degli assunti veniva licenziato per una sua mancanza di competenze tecniche e che, invece, la maggioranza (l’89%) di questi veniva licenziata a causa della mancanza di soft skills. Interessante, vero?

Dopo quest’analisi, si può essere spinti a voler inserire quante più soft skills possibili nel proprio CV ma è importante ricordarsi queste piccole cose:

  1. Non dovresti mentire quando fai domanda per un posto di lavoro
  2. L’attenzione che un selezionatore può destinare a ogni candidato è limitata.

Un selezionatore medio non va solitamente oltre le 6-8 righe di testo che descrivono le vostre competenze. Per questo motivo il consiglio che vi diamo è quello di scegliere in modo saggio le competenze da inserire, anche sulla base di quelle che considerate rilevanti per il posto di lavoro richiesto. 

Infine, lavorate sulle vostre competenze, ne trarrete sicuramente beneficio in futuro!


Why Soft Skills boost your CV?

No man is an island – does this statement seems too poetical for you? Well, it’s way closer to our reality than you think. It is in human nature to be Social – we strive to be a part of the community and even those who don’t are forced into some sort of a group. Closer inner circle, like friends and relatives, are a topic on its own, so we will leave it to the professionals of their respectful fields – instead, we should talk about coexisting in an ambient much more relatable to most of the audience!

Work! Especially, in the period of Coronavirus, where our empathy and politeness are tested to their limits, communication and collaboration has become a topic of many instances. Now you can’t simply be the best Marketer, Lawyer, Project Manager, Technician, Web Developer… It’s not enough – employers and recruiters are now looking at what type of person you are and how does your brain work. Maybe, before presenting the job well done at the end of the deadline would be enough, in 2020 the road and methods you chose to get to that result is just as important. Recruiters would now look and test one more line in your CV, two magic words – Soft Skills.

Photo by Charles Deluvio on Unsplash

We are facing a global change at a workplace and you can’t argue with numbers.

You don’t have to take our word for granted – we encourage to do your own research and fact proof everything we said, and, in the meantime, we can present you with some statistics. World Economic forum has estimated that by 2022 42% of core required skills would change and, in addition to technical competences (which are still in high demand, don’t be fooled) a lot of attention and search will be dedicated to interpersonal competencies. Just look at this, comparing the demand of soft skills from 2015 and in 2020:

20152020
Complex problem solvingComplex problem solving
Coordinating with othersCritical thinking
People managementCreativity
Critical thinkingPeople management
NegotiationCoordinating with others
Quality controlEmotional Intelligence
Service orientationJudgement and Decision making
Judgement and decision makingService orientation
Active listeningNegotiation
CreativityCognitive flexibility

As you can see, creativity has jumped a few ranks up, as well as critical thinking – future employees need to be agile, like a circus artist, balancing on a rope under the roof.

But what are, exactly, these soft skills? For simple answer, we need to go 20 years back and listen to a Nobel Prize winner for economy of 2000 – James Heckman.

“Soft Skills predict success in life”

Photo by Perry Grone on Unsplash

He defined a cause and effect direct relationship between work success and these “new” personal competences. They are not connected to a specific area of expertise – they are interpersonal, individual characteristics, like strength and weaknesses. Soft skills are more behavioral, than technical, and are transmittable into everyday life, without being exclusive to your workplace.

Although, Soft skills are important for your career improvement, they are not a “cure for all diseases”. Yes, they are essential for a good employee, but you still need to be a competent professional in your area of expertise to be hired in the first place. To put it simply, you need Hard skills to get hired, but it’s your Soft Skills that will help you keep the job – a research in 2015 by professor Sydney Engelberg have showed us that only 11% of new hires have resulted in dismissal due to lack of technical competences, while a majority (89%) were fired due to lack of Soft Skills and Emotional intelligence in a workplace. Says something, isn’t it?

After all of this, you may be urged to shove as many Soft Skills as you can find into your CV, but remember few things:

1) You shouldn’t lie on your job application

2) There is only so much attention recruiters can pay to a single job candidate

An average recruiter will most likely not go further than 6-8 lines of your skills, so the key here to chose wisely those competences that might be relevant to your workplace.

And you should definitely work on skills, that would benefit you in your future.

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